Bracci aspiranti da laboratorio: l’importanza della loro funzione e della loro manutenzione

Bracci aspiranti da laboratorio: l’importanza della loro funzione e della loro manutenzione

Se sei il responsabile di un laboratorio, o di un’attività come un’oreficeria o un’officina, sai bene che imbattersi in fumi ed esalazioni prodotti dal materiale oggetto delle lavorazioni è all’ordine del giorno, perciò si rivela di vitale importanza per la salute dei dipendenti la presenza di un sistema di aspirazione. A tale scopo, i bracci aspiranti da laboratorio rappresentano un’ottima soluzione, progettata appositamente per garantire a ciascuna postazione un’aspirazione puntuale ed efficiente. Se sei alla ricerca di un braccio aspirante per il tuo laboratorio, dai uno sguardo ai sistemi di aspirazione localizzata Aleph: di seguito ti illustreremo cosa sono, a cosa servono e come si mantengono.

Che cosa sono i bracci aspiranti

Fisicamente un braccio aspirante consta in una serie di tubazioni snodabili, oppure in due tubi volti all’aspirazione fissa, attraverso le quali passano gli agenti inquinanti intercettati dal sistema di aspirazione. L’aspiratore è collegato a un motore remoto che produce una depressione nel punto specifico in cui deve intercettare le sostanze da aspirare, prelevandole direttamente dalla postazione, conducendole verso un sistema di filtraggio o espellendole direttamente.

Il principale punto di forza di questi strumenti risiede nella loro estrema mobilità, che consente di posizionarli in modo semplice e puntarli in qualsiasi direzione si desideri, anche direttamente verso la fonte di emissione dei fumi. Questo vantaggio ha determinato una crescente diffusione dei bracci aspiranti in laboratori di chimica, elettronica e meccanica.

A che cosa servono i bracci aspiranti

I bracci aspiranti da laboratorio rientrano a tutti gli effetti tra i Dispositivi di Protezione Collettiva: si tratta infatti di un sistema che funziona a beneficio di tutti, eliminando o riducendo le fonti di pericolo nell’ambiente in un’ottica preventiva che evita di esporre il lavoratore a un rischio per la sua salute e di contaminare l’ambiente con sostanze potenzialmente nocive o inquinanti.

Le postazioni che possono contare su un sistema di aspirazione localizzata risultano rispettose delle normative vigenti in materia di sicurezza ambientale e possono essere utilizzate in modo flessibile da parte dei loro occupanti. La tutela della salute del personale viene così garantita, in quanto gli aspiratori dei bracci scongiurano la diffusione di fumi e vapori nell’ambiente circostante.

Non solo sicurezza, in ogni caso: i sistemi adibiti all’aspirazione localizzata assicurano anche di poter lavorare su un banco sempre pulito. Ciò grazie alla particolare comodità e funzionalità con cui si utilizza il braccio, che può essere spostato in qualsiasi direzione per puntarlo esattamente dove si desidera. Per via della loro efficacia, questi strumenti sono dispositivi di protezione che si rivelano essenziali in molte attività che implicano materie prime che, durante la lavorazione, emettono sostanze di scarto.

La praticità dei bracci aspiranti, in ogni caso, non si limita allo svolgimento della loro mansione: sono anche molto semplici da smontare per poter essere ripuliti, e sono altrettanto facili da riassemblare. Queste operazioni non richiedono l’impiego di attrezzature particolari, e possono essere banalmente eseguite a mani nude. Il materiale di elevata qualità che compone i bracci ne garantisce un processo di detersione efficace e un lungo ciclo vitale.

Come e quando si effettua la manutenzione dei bracci aspiranti

Come avviene per tutti i Dispositivi di Protezione Collettiva, anche per i bracci aspiranti da laboratorio è prevista la sottoposizione a una regolare manutenzione, per garantirne la continuità delle prestazioni al fine di salvaguardare sempre al meglio la salute dei lavoratori che frequentano l’ambiente in questione. Questa procedura è normata dall’Articolo 71 del Decreto Legge 81/08, che prevede un obbligo, che deve essere assolto dal datore di lavoro, a provvedere alla manutenzione dei dispositivi di sicurezza al fine di mantenere le condizioni ambientali ottimali affinché tutti i dipendenti possano svolgere le loro mansioni in tranquillità.

Per quanto concerne le tempistiche, non ci sono disposizioni precise riguardo la cadenza, ma si consiglia di stabilirla semestrale o annuale. Nell’effettuare questa scelta, occorre tenere in debita considerazione l’utilizzo che si fa dei dispositivi, il materiale e le esalazioni che essi aspirano, il loro stato di usura e la presenza o meno di un sacchetto filtrante che potrebbe essere soggetto a intasamento.