Energia geotermica nella produzione di elettricità

Energia geotermica nella produzione di elettricità

Il mondo si muove sempre più verso le rinnovabili e tra le varie possibilità prese in considerazione vediamo che molta attenzione viene posta sull’energia geotermica. Il nostro pianeta è una centrale energetica a ciclo costante, capace di rilasciare in pochissimi secondi l’energia equivalente al consumo mondiale tramite eruzioni vulcaniche e terremoti.

Questo settore in particolare punta a sfruttare il calore interno della terra per produrre elettricità, attraverso le naturali emissioni che provengono da zone vulcaniche attive. L’Italia ha moltissime potenzialità, tanto che è stata sede di uno dei primi impianti ideati per sfruttare l’energie geotermica. Larderello in Toscana è sede di fumarole che rilasciano costantemente gas ad altissima temperatura, il quale viene sfruttato per produrre elettricità.

Come avviene il processo?

Il sottosuolo in zone vulcaniche può, nell’arco di poche centinaia di metri, raggiungere temperature altissime e rilasciare moltissimo calore. Questo calore può essere sfruttato in due diverse modalità.
Quando si hanno delle emissioni attive di vapore, questo viene direttamente incanalato all’interno di tubature, le quali lo indirizzeranno verso turbine ad alta efficienza attraverso la cui rotazione producono energia elettrica.

Quando non si ha emissione di gas, ma soltanto un forte gradiente geotermico (ossia temperature elevatissime poco sotto la superficie), si utilizzano invece altre metodologie. In particolare la più importante riguarda la produzione di vapore acque tramite evaporazione. Grandi masse d’acqua vengono scaldate utilizzando il calore naturale fino alla temperatura di ebollizione, così da produrre vapore. Questo vapore verrà poi incanalato in apposite tubature ed utilizzato per attivare turbine e produrre energia elettrica. Alla fine di questo processo, l’acqua viene poi indirizzata verso appositi strumenti che dissipano la temperatura. Un esempio sono le torri di evaporazione, ossia macchinari come quelli trattati da https://www.deltat-technology.it/torri-evaporative-usate-in-pronta-consegna/ che servono a ridurre rapidamente ed efficientemente i tempi di raffreddamento.

Nonostante appaia contro intuitivo, raffreddare l’acqua che fuoriesce da questo processo prima di re immetterla rende il ciclo molto più rapido: maggiore sarà la differenza di temperatura tra acqua e roccia calda del sottosuolo, minor tempo servirà a produrre il vapore. Queste strutture sono spesso confuse con delle ciminiere, perché rilasciano vapore bianco simile a fumo, ma che non è assolutamente inquinante.

Le potenzialità di questa fonte energetica

Innanzitutto è bene notare che questa fonte energetica è pulita e non ha alcun impatto ambientale su flora e fauna circostante. Non utilizza agenti chimici e non presente particolari rischi in caso di malfunzionamento.

Un malus importa sta nel fatto che impianti geotermici possono essere costruiti solamente in zone dalla forte attività vulcanica, presente o pregressa, che ancora presentano le caratteristiche adatte al produrre energia in maniera efficiente. I lati positivi sono però molteplici, tanto che gli investimenti in questo settore sono altissimi.

Il principale, però risiede proprio nella natura della fonte energetica. Mentre solare ed eolico sono dipendenti dalle condizioni atmosferiche e non assicurano un approvvigionamento costante di energia (che sia per mancanza di vento o perché è notte), il geotermico ha sempre la stessa efficienza. Le variazioni sono dell’ordine del 4-5%, ma in linea di massima si può affermare che la produzione di energia elettrica è affidabile e costante, perfetta per garantire un flusso continuo.

Questo fattore, unito al fatto che l’Italia è un paese molto attivo sia sismicamente che vulcanicamente, fanno sì che molti vedano nel geotermico una soluzione su larga scala. Globalmente solo l’1% dell’energia elettrica deriva dal geotermico, con Stati, Uniti, Filippine e Indonesia leader nella produzione. Anche il nostro paese sta facendo passi da gigante, avvicinandosi al 10% del totale ed investendo nelle aree più prolifiche per la creazione di nuove centrali elettriche pulite ed eco sostenibili.